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"DINVISIBILE"

dinvisibile

REPUBBLICA
"I non udenti sono i protagonisti del progetto "Dinvisibile", un neologismo della fotografa napoletana Maria Nasti creato dalle parole "divisibile" e "invisibile". Il mondo in questi scatti resta sordo, al di là di un vetro appannato, nei confronti di un universo complesso in cui il fascino della lingua dei segni si unisce al dolore che si cela dietro ogni isolamento. "L'obiettivo delle mie foto? Porre domande, più che dare risposte" spiega l'autrice nel suo blog. Ma le persone ritratte non restano imprigionate dalla disabilità: cercano infatti di togliere quel velo che sembra avvolgere quelle facce." 
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Il racconto fotografico "DINVISIBILE", semplice gioco tra le parole DIVISIBILE e INVISIBILE, pone l'attenzione al"mondo sordo",alle sue problematiche, al suo fascino e alle relative conseguenze di questo handicap. Attorno a questo tema convergono alcuni concetti quali l'incomunicabilità , l'apparenza del reale, le possibilità della stessa "conoscenza",la diversità intesa come ricchezza e non come un meno.Il fine è quello di porre delle domande, più che cercare risposte.L'uomo dimentica spesso la diversità delle cose, la propria ignoranza di quanto accade realmente. A rifletterci bene, siamo circondati da un complesso di dati e di eventi che sembrano occultare, più che rivelare, la loro ragion d'essere. DIVISIBILE: Spesso le persone sorde si identificano talmente con il loro deficit tanto da considerarlo una caratteristica fisica e non una disabilità, che fa di loro un etnia "divisa". INVISIBILE: Come tipo di handicap, si manifesta in maniera non evidente, perchè non percepibile ad un primo contatto visivo, cosi come altri deficit. Nella rappresentazione fotografica le persone, non udenti, ritratte cercano attraverso lo "spannamento" del "Velo di Maja", che impedisce la visibilità, di tracciare un segno e lasciare così la loro testimonianza.

The photo story “DINVISIBLE”, a simple pun between the words DIVISIBLE and INVISIBLE, this project would makes attention about the deaf’s world, around his problematic, charm and the consequences of this handicap. Trough this theme get out some concepts which the incommunicability, The real appearance and the possibilities about the knowledge, the concept of diversity as richness and not as a fewer. The final object is to make questions, not necessary to find the answers The man forget often the difference about the things, own ignorance about what happen in the reality. We are surrounded of a system of data and events that seem to mask The reason to being Divisible : often the deaf people identify themselves with their deficit till to feel it as a physical characteristic and not a disability, than this makes them like a really ethnicity apart. Invisible: this kind of handicap, is quite hidden , because is not perceptible at a first vision contact as others deficits. In the photography representation the deaf people try to make clear the “veil of Maja” that makes difficult to the own visibility, to leave a sign, to make a trace of their testimony.

 

Foto di Maria Nasti - copyright © maria nasti 2013 - è vietata la riproduzione, permanente o temporanea, l'adattamento, la comunicazione al pubblico, la diffusione, la distribuzione al pubblico senza il preventivo ed espresso consenso del titolare dei diritti d'autore sulle medesime immagini fotografiche.